
Affittare la propria casa ai turisti a Genova è possibile e conviene, ma ci sono alcuni obblighi da rispettare. Le regole sono cambiate molto negli ultimi due anni e le sanzioni non sono leggere. Ecco la checklist completa, in parole semplici.
1. Il CIN, Codice Identificativo Nazionale
Dal 1° gennaio 2025 ogni casa affittata per brevi periodi deve avere il CIN, un codice rilasciato tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo. In Liguria si parte dal codice regionale dell’alloggio (CITRA), da cui si ottiene il CIN.
Il CIN va indicato in ogni annuncio, su Airbnb, Booking.com e qualunque altro sito, e esposto all’esterno dell’edificio. Gli annunci senza codice possono essere rimossi dai portali.
2. Sicurezza: rilevatori di gas e estintori
Insieme al CIN la legge chiede alcune dotazioni di sicurezza: rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio e estintori facilmente raggiungibili, oltre a impianti a norma. Sono spese contenute, ma da fare prima di iniziare.
3. La comunicazione degli ospiti alla Questura
I dati di ogni ospite vanno inviati alla Polizia di Stato tramite il portale Alloggiati Web entro 24 ore dall’arrivo, o entro 6 ore se il soggiorno dura meno di un giorno. È un obbligo penale, non una formalità.
C’è poi il tema dell’identificazione. Secondo la circolare del Ministero dell’Interno del novembre 2024, confermata dal Consiglio di Stato nel 2025, non basta ricevere una foto del documento: serve un riscontro visivo dell’ospite al momento dell’arrivo. Il self check-in “solo con codice” non è sufficiente.
4. I dati statistici: ISTAT tramite Ross1000
In Liguria, dal 1° aprile 2025, anche chi affitta appartamenti a uso turistico deve comunicare arrivi e presenze degli ospiti alla Regione tramite il portale Ross1000, che li trasmette all’ISTAT.
5. L’imposta di soggiorno
A Genova l’imposta di soggiorno la paga l’ospite, ma chi gestisce l’alloggio deve riscuoterla, versarla al Comune e fare le dichiarazioni. Con la delibera di Giunta n. 166 del 25 giugno 2026 la tariffa per gli appartamenti a uso turistico sale a 5 € a notte per persona, 4 € in alcuni Municipi. Trovi tutti i dettagli nel nostro articolo sull’imposta di soggiorno.
6. Le tasse sugli incassi
Sugli affitti brevi si può scegliere la cedolare secca: 21% sul primo immobile, 26% sul secondo. Dal terzo immobile l’attività si considera d’impresa e servono partita IVA e un regime fiscale diverso. Ne parliamo nel dettaglio in un prossimo articolo.
Le sanzioni da evitare
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Casa affittata senza CIN | da 800 a 8.000 € |
| CIN non indicato negli annunci o non esposto | da 500 a 5.000 € |
| Mancanza di rilevatori di gas/CO o estintori | da 600 a 6.000 € |
| Ospiti non comunicati alla Questura | sanzione penale |
Fonti: art. 13-ter del D.L. 145/2023 (CIN e sanzioni); Ministero dell’Interno, circolare del 18 novembre 2024 e Consiglio di Stato, sentenza n. 9101/2025 (identificazione degli ospiti); Regione Liguria, obbligo Ross1000 dal 1° aprile 2025; Comune di Genova, delibera di Giunta n. 166/2026. Le norme cambiano spesso: verifica sempre con il tuo commercialista o con fonti ufficiali.
